Che cos'è il vino novello
Il vino novello è un rosso pensato per essere bevuto subito, nei mesi che seguono la vendemmia. È fresco, profuma di frutta e si beve con estrema facilità. Il suo parente più famoso è il Beaujolais Nouveau francese: stessa idea di vino giovane e conviviale, che si apre appena finita la raccolta e non chiede alcuna attesa.
In Italia il novello ha regole precise. Nasce da una tecnica particolare, la macerazione carbonica, e può essere venduto solo a partire da una data fissata per legge. Il risultato è un vino immediato, poco impegnativo e perfetto per la tavola d'autunno.
Come nasce: la macerazione carbonica
Il segreto del novello è la macerazione carbonica. Invece di pigiare l'uva, gli acini interi vengono messi in un ambiente saturo di anidride carbonica. Al riparo dall'ossigeno, dentro ogni chicco parte una fermentazione naturale che estrae colore e aromi ma pochissimi tannini.
Da qui vengono le caratteristiche tipiche del novello: colore vivo, profumi intensi di frutta rossa e piccoli frutti, a volte un tocco che ricorda la caramella o la banana, e una beva morbida e succosa. È la stessa tecnica alla base del Beaujolais Nouveau. Per legge, in un novello italiano una parte importante dell'uva deve passare da questa macerazione.
Vino novello in sintesi
| Caratteristica | Vino novello |
|---|---|
| Metodo | Macerazione carbonica, acini interi senza pigiatura |
| Uscita | In commercio dal 30 ottobre |
| Aromi | Frutta rossa, piccoli frutti, note fresche e vivaci |
| Tannino | Molto basso, beva morbida |
| Quando berlo | Giovane, entro pochi mesi dall'uscita |
Vino novello o vino nuovo? Non sono la stessa cosa
I due termini vengono spesso confusi, ma dicono cose diverse. Novello indica un metodo e una denominazione precisa: un vino ottenuto in buona parte con la macerazione carbonica e imbottigliato secondo regole ben definite. Vino nuovo, invece, è un'espressione generica: significa semplicemente il vino dell'ultima annata, quello appena fatto, a prescindere da come è stato prodotto.
In altre parole: ogni novello è un vino giovane, ma non ogni vino giovane è un novello. La differenza sta nel metodo, non solo nell'età.
Quando esce e per quanto si conserva
Per legge il vino novello può essere messo in vendita a partire dal 30 ottobre, e va imbottigliato entro la fine dell'anno della vendemmia. È un vino che vive di freschezza: non è fatto per invecchiare in cantina.
Il consiglio è semplice: bevilo giovane. Dà il meglio nei primi mesi, indicativamente entro sei mesi dall'uscita. Con il passare del tempo il frutto sbiadisce e la vivacità che lo rende speciale si spegne. Meglio non conservarlo per un'occasione futura: l'occasione giusta è adesso.
Come si beve il vino novello
Il novello si serve leggermente fresco, meglio se tra i 14 e i 16 °C. Un breve passaggio in frigorifero prima di aprirlo ne esalta il frutto e la beva. È un vino conviviale, da tutti i giorni, che non chiede né decanter né grandi calici.
In tavola è una delizia con i sapori d'autunno. L'abbinamento classico in Italia è con le caldarroste, nel periodo di San Martino, ma sta benissimo anche con salumi, zuppe, funghi e formaggi giovani. Se davanti a uno scaffale o a una carta dei vini non sai quale bottiglia scegliere, con VinoSomm ti basta fotografare la carta dei vini o l'etichetta e l'app ti dice se fa per te.
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Domande frequenti
Che cosa si intende per vino novello? È un vino rosso giovane prodotto in gran parte con la macerazione carbonica, fruttato e con pochi tannini, che si beve nei mesi subito dopo la vendemmia. In Italia può essere venduto a partire dal 30 ottobre.
Che differenza c'è tra vino novello e vino nuovo? Il novello è un metodo e una denominazione precisa, legata alla macerazione carbonica. Il vino nuovo è semplicemente il vino dell'ultima annata, senza riferimento a una tecnica specifica.
Quanto tempo dura il vino novello? Poco, ed è normale così. Dà il meglio entro sei mesi dall'uscita e non è fatto per invecchiare: va bevuto giovane, finché è fresco e fruttato.
Qual è il miglior vino novello d'Italia? Non esiste un unico migliore: dipende dal tuo gusto e, soprattutto, dalla freschezza. Il Veneto è la regione che ne produce di più, ma ottimi novelli arrivano da tutta Italia. La regola d'oro è sceglierne uno dell'ultima annata e berlo presto.
Con cosa si abbina il vino novello? Il classico sono le caldarroste nel periodo di San Martino, ma è perfetto anche con salumi, zuppe, funghi e formaggi giovani. È un vino da tavola versatile e conviviale.
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