Come si classificano i vini
Dietro le migliaia di etichette che trovi sullo scaffale ci sono, in fondo, pochi criteri semplici. Impararli è il modo più rapido per non perdersi.
- Il colore separa rossi, bianchi e rosati. Non dipende solo dall'uva, ma da quanto a lungo il mosto resta a contatto con le bucce: più tempo passa, più intenso è il colore.
- Le bollicine distinguono i vini fermi dagli spumanti. L'anidride carbonica nasce da una seconda fermentazione, in bottiglia oppure in grandi vasche d'acciaio.
- Lo zucchero va dai vini secchi, dove non se ne percepisce, fino ai dolci e ai passiti, dove lo zucchero dell'uva resta in buona parte nel bicchiere.
- L'invecchiamento e la struttura dividono i vini giovani e freschi da quelli robusti, pensati per riposare anni prima di dare il meglio.
Quasi ogni bottiglia si può descrivere combinando questi quattro criteri. Un Prosecco, per esempio, è bianco, spumante, spesso con un filo di dolcezza e da bere giovane.
Le sei grandi famiglie a colpo d'occhio
| Tipo | Com'è | Esempi |
|---|---|---|
| Rosso | Fermo, dal rubino al granato, con tannino e struttura | Chianti, Barolo, Amarone |
| Bianco | Fermo, fresco e con acidità viva, dal delicato al corposo | Pinot Grigio, Vermentino, Soave |
| Rosato | Fermo, breve contatto con le bucce, fruttato e leggero | Cerasuolo d'Abruzzo, Bardolino Chiaretto |
| Spumante | Con bollicine, dal fresco al festoso | Prosecco, Franciacorta |
| Passito / dolce | Da uve appassite o vendemmia tardiva, ricco e dolce | Vin Santo, Passito di Pantelleria |
| Fortificato | Con aggiunta di alcol, più caldo e persistente | Marsala |
Rossi, bianchi e rosati: i vini fermi
La maggior parte di ciò che beviamo sono vini fermi, senza bollicine. Il rosso nasce dalla fermentazione del mosto insieme alle bucce delle uve nere: da lì arrivano il colore e il tannino, quella sensazione un po' ruvida che dà struttura. In Italia i vitigni rossi guida sono il Sangiovese (l'anima del Chianti e del Brunello), il Nebbiolo (Barolo e Barbaresco) e la Barbera, più morbida e succosa.
Il bianco di solito fermenta senza bucce, e per questo risulta più fresco e teso, guidato dall'acidità più che dal tannino. Il rosato sta nel mezzo: le bucce nere restano nel mosto solo poche ore, giusto il tempo di regalare colore e frutto senza il peso di un rosso.
Le bollicine: Prosecco, Franciacorta e spumanti
Uno spumante è semplicemente un vino in cui è intrappolata anidride carbonica, e il modo in cui nasce cambia tutto. Il Prosecco, dal Veneto, rifermenta in grandi vasche d'acciaio: ne escono bollicine allegre e un frutto immediato, perfetti per l'aperitivo. Il Franciacorta, dalla Lombardia, rifermenta invece in bottiglia con lo stesso metodo dello Champagne: più tempo sui lieviti, bollicine più fini e note di crosta di pane.
Accanto a loro c'è tutto il resto del mondo delle bollicine, dal brut secco alle versioni più dolci. È la famiglia della festa, ma molte etichette stanno benissimo anche a tavola.
Dolci e fortificati: passito, Vin Santo e Marsala
Quando lo zucchero dell'uva resta nel bicchiere, nascono i vini dolci. I passiti si ottengono lasciando appassire i grappoli su graticci o sulla pianta: l'acqua evapora e restano zuccheri e aromi concentrati. Pensa al Vin Santo toscano o al Passito di Pantelleria, dolce e solare, dalle uve Zibibbo.
I vini fortificati seguono un'altra strada: durante o dopo la fermentazione si aggiunge alcol, che alza il grado e, se si interviene presto, lascia un residuo dolce. Il Marsala siciliano è l'esempio italiano più celebre, dal secco al dolce, ottimo da meditazione come in cucina. Nel mondo appartengono a questa famiglia anche il Porto e lo Sherry.
Come trovare il tuo tipo di vino
Conoscere le famiglie è la mappa, ma quale bottiglia sia giusta per te dipende dal tuo gusto. Preferisci i rossi strutturati o i bianchi taglienti? I secchi o un accenno di dolcezza? È qui che entra in gioco VinoSomm: fotografa la carta dei vini o una bottiglia, e l'app ti mostra cosa fa per te.
La base è il tuo profilo di gusto: impara dalle tue valutazioni come ami acidità, frutto e corpo, e trasforma queste grandi categorie in un consiglio su misura, con un punteggio di affinità per ogni etichetta. Così non scegli un tipo di vino a caso, ma quello che ha davvero le carte per piacerti.
Domande frequenti
Quali sono i vini più famosi? Tra i rossi italiani spiccano Chianti, Barolo, Brunello di Montalcino e Amarone; tra i bianchi Pinot Grigio, Vermentino e Soave; tra le bollicine Prosecco e Franciacorta. Nel mondo restano celebri Bordeaux, Champagne e Rioja.
Quali sono i tipi di vini rossi? Si va dai rossi leggeri e fruttati, come una Barbera giovane o un Pinot Nero, a quelli di media struttura come il Chianti, fino ai grandi rossi potenti e longevi come Barolo, Brunello e Amarone.
Quali sono i 7 vini varietali? Sono le etichette prodotte da un solo vitigno, che dà il nome al vino. I sette più diffusi a livello internazionale sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e Syrah tra i rossi, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Riesling tra i bianchi.
Come classificare i vini? I criteri principali sono quattro: il colore (rosso, bianco, rosato), la presenza di bollicine (fermo o spumante), lo zucchero (secco, dolce, passito) e l'invecchiamento. A questi si aggiunge la classificazione per qualità e origine, che in Italia va dai vini generici alle DOC e alle DOCG.
Qual è la differenza tra vino secco e dolce? Dipende dallo zucchero residuo, quello che resta dopo la fermentazione. Nel vino secco i lieviti trasformano quasi tutto lo zucchero in alcol e ne rimane pochissimo; nel dolce, invece, una parte dello zucchero dell'uva resta e si sente nettamente al palato.
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